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By puntoopera

Le recite di Tosca a Torino hanno segnato il tutto esaurito. I nostri artisti Roberto Aronica, Elena Rossi, Carlo Ventre e il Maestro Renato Palumbo hanno contribuito in modo determinante al successo dell’opera:

“Roberto Aronica possiede un’invidiabile e sicura dimestichezza con il ruolo. Nonostante un’imprecisione di intonazione in “Recondita armonia”, il suo è un Cavaradossi quanto mai appassionato nei sentimenti sia amorosi che politici. Aronica può contare su di una prestanza vocale che ha acceso l’entusiasmo degli ascoltatori in “E lucevan le stelle”.” Lodovico Buscatti, Torino – Teatro Regio: la prima della Tosca nella sera dell’anniversario del rogo del vecchio Regio, 10 febbraio 2016. Disponbile all’indirizzo: http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-la-prima-della-tosca-nella-sera-dellanniversario-del-rogo-de

“Protagonista del cast alternativo è il soprano Elena Rossi, che di Tosca valorizza i dettagli caratteriali più che la sontuosità del canto: emergono così i momenti spiritosi del suo primo duetto con l’amante, il progressivo insinuarsi del sospetto nel finale I, il dramma del secondo atto, nel quale il ricorso al parlato è più marcato del consueto e l’aria è penetrante più che lirica.” TORINO, TEATRO REGIO: “TOSCA”, 11 febbraio 2016. Disponibile all’indirizzo: http://www.gbopera.it/2016/02/torino-teatro-regio-tosca-2/

“Molto bene Roberto Aronica nei panni di Cavaradossi, appena qualche impercettibile esitazione in «Recondita armonia» è poi andato in crescendo convincendo appieno, il clou ovviamente nella toccante E lucevan le stelle che sempre innesca i lucciconi e la commozione; vocalità di gran classe, presenza scenica, insomma un Cavaradossi comme il faut.” Attilio Piovano, Una Tosca di classe, quella al Regio di Torino, <<Corriere Musicale>>, 12 febbraio 2016.

“La conferma che la grazia di Scarpia è stata un inganno e, da quel momento lo scoramento e la rassegnazione del condannato dissimulati dal sorriso d’incoraggiamento per l’amata, tutti resi alla perfezione da un Roberto Aronica in buona forma, attore sobrio quanto efficace, cantante puntuale negli appuntamenti con l’eroismo politico (“La vita mi costasse”, “Vittoria”) come in quelli con il languore amoroso.
Non sempre l’emissione sarà levigatissima e sfumata, ma lo slancio, la sicurezza, l’energia, la chiarezza d’espressione e la recitazione, specie nel terzo atto, ne fanno un Cavaradossi degno di nota.[…]Renato Palumbo interpreta la tradizione nel senso migliore del termine, lasciando spazio ai cantanti, il giusto grado di libertà, anche la soddisfazione di una corona o di un applauso a scena aperta, ma è una lettura moderna perché il gusto del canto non riduce l’orchestra a mero accompagnamento, valorizzando al contrario il respiro sinfonico pucciniano, curando i dettagli, i rapporti ritmici, i significati teatrali.” Roberta Pedrotti, È una commedia, lo so…, 15 febbraio 2016. Disponibile all’indirizzo: http://www.apemusicale.it/joomla/recensioni/28-opera/opera2016/2579-torino-tosca-14-02-2016

“Innanzi tutto ha destato stupore, per noi che la ricordavamo soprano lirico-leggero, la prova offerta da Elena Rossi nel ruolo della protagonista. Il soprano emiliano ha evidenziato una voce sonora, ben proiettata, uniforme ed in grado di svettare con grande sicurezza sugli estremi acuti: splendido il lucentissimo Do della lama. La prova della Rossi è stata convincente anche dal punto di vista interpretativo in virtù di un fraseggio sempre appropriato e ad una recitazione convincente.[…]Carlo Ventre è un artista che indubbiamente conosce bene i ferri del mestiere: in questa occasione ha incarnato un appassionato Cavaradossi dalla voce robusta ed emessa con sicurezza in ogni situazione. Grande successo di pubblico dopo la celebre romanza del terzo atto.” Danilo Boaretto, Torino – Teatro Regio: Tosca, 19 febbraio 2016. Disponibile all’indirizzo: http://www.operaclick.com/recensioni/teatrale/torino-teatro-regio-tosca-cast-alternativo

“La direzione di Renato Palumbo mira a evidenziare gli aspetti di modernità della partitura, sottolineandone le affascinanti dissonanze e le timide asprezze. […] I momenti di maggior nervosismo ritmico, resi da Palumbo con notevole precisione, restano il punto di forza della sua lettura […] Roberto Aronica plasma un Cavaradossi squillante che, come da tradizione, vira più sul versante patriottico-tribunizio che su quello amoroso-sensuale.” Giulia Vannoni, Il protagonista è Scarpia, <<La Voce>>, 21 febbraio 2016.

 

 

 

 

 

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Roberto Aronica, Elena Rossi, Carlo Ventre e Renato Palumbo